Not my president

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In questi giorni di election day che hanno portato Joe Biden alla Casa Bianca, abbiamo visto spesso sui social frasi canzonatorie rivolte a chi provava ad esprimere il proprio dissenso e il proprio sentimento di estraneità nei confronti dell’ormai uscente Trump.

Affermazioni come: “Trump is not my president postato da Gigino da San Benedetto del Tronto” oppure “Is not my President because I live in Europe”.

Ora vi diciamo perché secondo noi Gigino da San Benedetto del Tronto, pur non essendo statunitense, ha ragione ad interessarsene.

Il Presidente Trump:

  •  Ha ridotto le aree protette dell’85%; 
  •  Ha approvato il piano per estrarre petrolio e minerali nel territorio di due parchi nazionali: il Bears Ears e il Grand Staircase-Escalante nello Utah;
  •  Ha revocato il divieto di trivellazione nell’Artico e ha autorizzato la costruzione di un gasdotto a meno di un miglio dalla riserva Standing Rock Sioux;
  • Ha ritirato gli Stati Uniti dall’Accordo di Parigi per il clima;
  • Ha interrotto i finanziamenti al Green Climate Fund, ovvero il programma delle Nazioni Unite per aiutare i Paesi più poveri a ridurre le emissioni di carbonio e ad adattarsi agli impatti dei cambiamenti climatici, impedendo lo stanziamento di due dei tre miliardi di dollari promessi dagli USA;
  •  Ha cancellato l’obbligo per le compagnie petrolifere e del gas di dichiarare le loro emissioni di metano, oltretutto revocando una normativa del governo Obama (Mercury and Air Toxic Standars Acts – MATS), volta a contenere l’inquinamento da mercurio delle centrali a carbone;
  •  Ha revocato una legge che impediva alle compagnie di carbone di scaricare detriti dalle miniere ai corsi d’acqua locali e ha proposto che alcuni tipi di centrali elettriche siano esentate dai limiti sugli scarichi tossici nei corsi d’acqua;
  • l’EPA, l’agenzia statunitense per la protezione dell’ambiente, l’equivalente del nostro Ministero dell’Ambiente, ha ricevuto con il governo Trump solo lo 0.2% del budget, il più basso degli ultimi 40 anni;
  • Trump ha allentato le norme di sicurezza sulle trivellazioni offshore, emanate dopo il disastro ambientale del 2010 nel Golfo del Messico nelle cui acque, con l’esplosione ed il collasso della piattaforma Deep Horizon, si sono sversati milioni di barili di greggio nell’Oceano.

Inoltre, come se non bastasse, il già pluricitato Presidente Trump:

  • Ha proposto di restringere tre aree marine protette e di aprirle alla pesca commerciale;
  • Ha annullato una direttiva che imponeva all’agenzia federale di ridurre al minimo l’impatto sull’acqua, sulla fauna selvatica e su altre risorse naturali;
  • Ha ridotto l’importanza dell’ Endagered Species Act (ESA), uno dei più importanti enti per la protezione della fauna selvatica, annullando inoltre il divieto di caccia sui grandi predatori in Alaska e revocando una legge per la protezione degli uccelli migratori;
  • Secondo le ricerche dell’università di Harvard, con l’amministrazione Trump più di 60 tra leggi e normative ambientali sono state revocate o annullate e altre decine sono ancora in corso.

Chi se interessa di questi argomenti, lo fa perché Trump è il presidente che più di ogni altro ha contribuito alla distruzione del nostro Pianeta, anzi gli ha fatto proprio un mazzo così.

Questo non è forse un problema di tutti?

C’è un proverbio del popolo navajo che dice: “Non ereditiamo la terra dai nostri antenati, la prendiamo in prestito dai nostri figli“. Per molto tempo ci è stato fatto credere che il progresso tecnologico e, ancor più, l’avanzamento nel possesso di beni materiali fossero i principali indici di sviluppo di un popolo.

Troppo spesso i danni all’ambiente sono stati derubricati come costi collaterali.

Oggi sappiamo che l’unico reale sviluppo deve necessariamente prevedere la tutela della Natura che ci accoglie e che ci permette di vivere. Noi lo sappiamo, lo sa Gigino da San Benedetto e pure moltissimi altri, magari derisi e scherniti sul social con post e meme canzonatori. Nostro malgrado l’unico che sembra non averlo capito è proprio il Presidente Trump che, con un colpo di mano e qualche tweet, ha cancellato anni di conquiste democratiche in materia ambientale.

Desire Bragalone e Chiara Grossi

Foto di M. H. da Pixabay

Fonti: https://eelp.law.harvard.edu/regulatory-rollback-tracker/ https://www.teleambiente.it/usa_trump_approva_progetto_estrazione_petrolio_monumenti_nazionali/ https://www.greenreport.it/news/clima/record-di-finanziamenti-per-il-green-climate-fund-98-miliardi-di-dollari-nonostante-trump/ https://www.nature.com/articles/d41586-019-02439-1 https://ilmanifesto.it/i-100-modi-in-cui-trump-sta-distruggendo-lambiente/