Noi a quattro zampe non siamo contagiosi, non ci abbandonate.

Dottoressa Rossana Fiorini

In questo periodo di grave emergenza legato al coronavirus, Vagabondo, cane senza padrone per scelta, fa appello agli umani:

noi non siamo contagiosi

BAU BAU –Salve, mi chiamo Vagabondo, sono un cane senza padrone e lo sono per scelta perché voi umani all’inizio ci comprate, ci tenete un po’ con voi, strumenti di esibizione a passeggio in piazza, soprattutto nella fase in cui siamo cuccioli dolcissimi. Molti di voi, grazie a noi, fanno anche colpo su belle ragazze. Dopo un po’ di tempo ci buttate via, sì buttate, come fossimo spazzatura. I motivi possono essere tanti e differenti: una vacanza, un semplice weekend, noia, stanchezza, voglia di un altro “esserino senza parola” da tenere in casa. Dunque, la fine rimane sempre la stessa. Mi ritengo un “cittadino” a quattro zampe del mondo, son randagio e senza branco e ho fondato da un po’ una associazione: aiuto tutti quei poveri illusi con guinzaglio che non sanno cavarsela fuori dalle quattro mura. Sono anche un pet-psicologo, svolgo pet-therapy per pets, una sorta di meta-discorso, di meta-teatro. Insomma, per farvela breve: li raccolgo, li sfamo e ascolto il loro guaito. Avete capito bene perché noi abbiamo una variante di abbàio per ogni circostanza, con significati differenti. Il guaito è equivalente al vostro pianto, un verso di solito flebile emesso in condizioni di sofferenza, malessere o disagio psicologico. Fatto ciò, devo insegnare loro, cani ormai orfani, a vivere. Di solito lavoro di più in estate, ma ahimè, in questo triste periodo di emergenza coronavirus, non ho un attimo di riposo. Cani abbandonati ovunque, non solo cani anche tanti altri animali, sono circa 9 mila.

Per quanto io non ami parlare con voi umani, mi vedo costretto a farlo:
noi siamo animali fedeli per natura;
amiamo coccole e affetto (e diciamoci la verità in questo periodo stringere uno di noi vi farebbe ancora più bene;
siamo eterni giocherelloni e magari in questi giorni, più del consueto, vi potremmo allietare per qualche ora;
grazie a noi avete avuto perfino il permesso di uscire trenta minuti da casa e noi siamo disposti a seguirvi ovunque;
infine, mi dispiace dirlo per tanti di voi, spesso siamo gli unici allegri di vedervi.
La vostra fortuna? Non conosciamo giornate no e vi siamo sempre leali e riconoscenti, pronti a rendere la vostra vita più positiva e quindi migliore.

Non ho finito, per l’ emergenza coronavirus:
punto primo, noi animali non siamo contagiosi (lo siete fra voi purtroppo);
punto secondo, se il nostro vaccino è scaduto si può aspettare (lo dicono i veterinari);
punto terzo, non ci abbandonate!!!!!

Ps. Amo il plurale maiestatis ma io sono Vagabondo, cane-aiuto di tutti i cani abbandonati, costretto a fare appello a voi umani. Vi do una mano, ehmm…zampa, anche con chi viene da fuori…ricordatevi che “bau bau” diventa:
“Hau hau” in finalndese, “woef woef” in olandese, “wan wan” in giapponese, “hirrrr” in turco, “juhh” in tedesco, “lap lap” in inglese, “lefety lefety” in ungherese, “chac” in spagnolo e “knoe” in danese.

Firmato:
Vagabondo, cittadino a quattro zampe del mondo.

Una storia della dottoressa Rossana Fiorini

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