Marino, il relativista!

, dai Comuni

Ad Anagni ultimamente va di moda la filosofia, arte del pensiero, scienza della logica…ad essere onesti tirano molto anche i roghi e la Santa Inquisizione! D’altra parte, si rischia di fare come da bambini quando giocavamo al piccolo chimico: reagenti forti e mischiati a caso, mani bruciate e mamma arrabbiata!

Le affermazioni del Dottor Marino ci lasciano di stucco! “Principio laico della tolleranza”; il nostro arrovellato Assessore conoscerà certamente John Locke, il quale afferma: “Le leggi non vegliano sulla verità delle opinioni ma sulla sicurezza e l’integrità di ciascuno e dello Stato.” Questo ci riporta alla quaestio – direbbe Tommaso! Ci spiegate come si può dire che Sindaco e Amministrazione non abbiano commesso alcuno sgarbo, avallando relatori così fortemente connotati nelle loro posizioni? Carlo Marino allude alla “sensibilità di qualche benpensante”. Che significa benpensante? Porre legittimamente domande o avere dubbi? Come Lei certamente saprà, caro Carlo, Socrate diceva di essere un’ostetrica del pensiero, alludendo al momento positivo e costruttivo del metodo dialogico: non esiste verità senza dibattito pubblico, senza la totale e piena libertà di porre domande e avere risposte. Nessun contraddittorio, caro Assessore, durante il convegno-comizio; solo le pesanti affermazioni della coppia Fusaro-Meluzzi.

Lei parla di un “totalitarismo del politicamente corretto”. Assessore, Lei sa cos’è il totalitarismo oppure usa parole in libertà? I regimi totalitari ci hanno mostrato che esistono crimini che non si possono né punire, né perdonare, perchè vanno contro quella ragione naturale tanto sbandierata da un suo collega di maggioranza nel monologo consiliare. Dottor Marino, rifletta prima di parlare e di citare; nel caso in cui Lei  si facesse scrivere i testi da altri esperti del copia-incolla preso da wikipedia, controlli sempre i contenuti espressi: non faccia come i refusi! Forse prima di studiare cosa significa “dibattito” o “dialogo”, si informi sulla parola “civile”: la radice etimologica è la stessa di civitas, l ’insieme di tutti i cittadini. Si ricordi…l’insieme, non la parte che piace a voi!