Lettera ad un alberello mai cresciuto

Caro piccolo alberello,
chissà come sarai stato felice quando, in una bella giornata di novembre, ti hanno fatto uscire e davanti a tanti bimbi e ti sei sentito baciare i teneri rametti da un sole benevolo.
E ti sei sentito importante, tu piccino, con tutti quei signori che erano lì per te.
Anche la tua tata, la signora con quel bel cigno disegnato sulla bandiera, che ti stava affidando era contenta: dei bimbi avrebbero imparato a prendersi cura di te apprendendo quanto voi piante siate importanti per la vita su questo pianeta.
E’ stato un momento veramente bellissimo, ti hanno preparato una buchetta per farti stare comodo, ti hanno appoggiato ad un sostegno perchè potessi crescere dritto e forte, ti hanno dato da bere ed eri grato perchè avevi tanta sete dopo il viaggio per arrivare fin lì.
Poi i signori importanti si sono scattati delle belle foto e tu avevi le foglioline che fremevano d’orgoglio.
Ma bisognava rimettersi al lavoro e ti hanno salutato tutti ma tu eri lì fiero di essere al tuo posto; felice del sole, del vento, della pioggia… anche del freddo arrivato durante l’inverno perchè l’avete insegnato voi piante ai nostri nonni “sotto la neve pane, sotto la grandine fame”.
In primavera avevi la linfa che ti scorreva dentro rapida e sentivi le gemme e le foglioline nuove farsi strada poi, un giorno, hai sentito quel trillo che sentivi tutti i giorni ma c’era più rumore, i bambini erano euforici, si dicevano “arrivederci a settembre” e tu non capivi…
Da quel giorno i bimbi sono spariti, non c’era più nessuno ed intanto il sole diventava sempre più caldo e tu cominciavi a sentire la linfa che si asciugava ma non c’era più qualcuno che si prendesse cura di te, la pioggia non arrivava e così te ne sei andato tra gli stenti lasciando la promessa di un progetto educativo miseramente naufragato.
Anche la tua tata dice che il cigno è molto triste per come sei stato abbandonato e così quest’anno non ha voluto più affidare alberi a chi non li cura.
Riposa in pace piccolo alberello vittima della propaganda, della superficialità e del pressapochismo di chi dovrebbe sapere che non basta una foto per portare avanti un progetto … sia esso un alberello o l’amministrazione di una città.

#megliochevifateiselfie