Le mezze verità

, dai Comuni

Quando qualcuno si rende conto di aver sbagliato tende a giustificarsi. A volte però, quelle giustificazioni non sono sincere e cercano solo di rendere le scelte fatte meno sgradevoli ai più. In parole semplici, si tratta di rigirare la frittata. Questo è quanto ha fatto e sta continuando a fare il nostro Sindaco: da ultimo con il post del 17 luglio sulla sua pagina ufficiale Facebook. In breve sintesi sostiene Natalia: la colpa non è assolutamente mia della costruzione di un biodigestore da 84000 tonnellate annue sul territorio di Anagni ma della Regione a guida PD, io sono qui in difesa della città.

Stona con immediata evidenza che tale comunicato sia stato scritto dal Primo cittadino nonostante che, per settimane,  avesse difeso a spada tratta e sponsorizzato la SUA decisione, ripetiamo SUA: parere favorevole all’impianto che tratterà 84000 tonnellate di rifiuti organici ogni anno. E ora che fa? Dà la colpa agli altri nel momento in cui si rende conto che la città si sta rivoltando. La butta in caciara, per così dire! Analizziamo i fatti cercando di fare chiarezza.

La Regione Lazio è governata da una giunta a guida PD? SI.

L’atto è stato emanato dalla Regione Lazio? SI.
L’atto è una delibera di Giunta Regionale (organo politico/esecutivo)? NO.

L’atto è una determina di un ufficio regionale gestito da tecnici che valutano le carte presentate? SI.

Ci lascia perplessi che un Sindaco navigato come Natalia, amministratore esperto che ha fatto il vicesindaco per oltre 12 anni, non sappia la differenza tra una delibera e una determina (atto di un amministrativo, di un dipendente dell’Ente, che siede lì per concorso e non perché eletto in qualche lista).

Zingaretti, Buschini, Battisti citati dal Sindaco hanno firmato quell’atto? NO.

Hanno partecipato in qualche maniera alla stesura o al processo decisionale che ha fatto produrre quell’atto? NO.

Natalia ha partecipato al processo decisionale che ha fatto produrre quell’atto? SI.

Zingaretti, Buschini, Battisti hanno espresso nella conferenza dei servizi un qualche parere? NO e non avrebbero potuto farlo in alcun modo in quanto sono organi politici e non tecnici.

Natalia ha espresso nella conferenza dei servizi un parere sull’impianto? SI e come rappresentante del Comune era obbligato a farlo

Che tipo di parere? POSITIVO ovvero favorevole

Natalia, nell’esprimere il proprio parere,  ha presentato documenti prodotti dai tecnici comunali per avallare la propria posizione? ASSOLUTAMENTE NO; ha unicamente espresso un parere personale e politico.

Quando è stato presentato in Regione il progetto? Il 3 gennaio del 2017.

Quando è stata votata la moratoria dal Comune di Anagni? Nel mese di marzo, sempre del 2017.

Natalia, all’epoca all’opposizione, ha votato tale moratoria? SI ha votato favorevolmente e, attraverso quel voto, ha sancito ufficialmente, nero su bianco, la propria contrarietà alla realizzazione del biodigestore.

Quando c’è stata la prima conferenza dei servizi in Regione? Il 6 giugno del 2017; poi più nulla fino al 18 dicembre 2020, quando è stata convocata la nuova conferenza dei servizi in quanto la società proponente ha presentato integrazioni al progetto.

Chi era il tecnico della Regione che ha presieduto la conferenza dei servizi del 18 dicembre 2020? L’ingegner Tosini, in seguito rimossa perché arrestata per altre vicende.

Natalia, nel suo intervento in conferenza dei servizi, ha fatto presente che ad Anagni esiste una moratoria su quegli impianti? Dagli atti non risulta.

Natalia, prima della conferenza dei servizi in Regione, ha avuto mandato dal Consiglio comunale per dare un parere positivo all’impianto? NO e neppure ha informato il Consiglio.

Natalia ha chiesto mandato più di una volta al Consiglio comunale per risolvere la questione dell’ospedale? SI

Qualche mese fa l’ha chiesto nuovamente per adire attraverso vie legali contro la Regione sempre in merito alla questione ospedale? SI ma ancora non ha fatto nulla.

Rispettando quanto prevede il codice degli appalti, il Sindaco ha chiesto alla popolazione se volesse o meno questo impianto sul proprio territorio? NO.

Queste sono le domande legittime che ognuno di noi si pone e le risposte non sono frutto di opinioni personali ma conseguenza di fatti documentati e documentabili, con tanto di atti ufficiali della Regione e degli altri Enti preposti.

Mescolare verità ad aria fritta è quello che ha fatto il Sindaco Natalia. Dare parere favorevole all’impianto non è un atto d’amore né verso la città né verso gli anagnini. Per fortuna non tutto è perduto: possiamo ancora batterci per la nostra salute e impedire che questo mostro venga alla luce.

Nei prossimi giorni partirà una raccolta fondi per il ricorso al TAR e, contestualmente, una raccolta firme certificate per chiedere alla Regione di fare un passo indietro. Uniti e senza colori politici si vince.

Foto di Gianni Crestani da Pixabay