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E le scuole di Anagni?

All’amministrazione Natalia non interessa nulla dello stato di degrado e abbandono delle scuole Anagnine e delle condizioni in cui i nostri ragazzi

Le solite chiacchiere

“Un sindaco e un’amministrazione ormai alla canna del gas cercano invano di vendere fumo negli occhi degli anagnini che, conoscendo ormai con

Capita ad Anagni…

“La notizia della nomina, da parte del sindaco Natalia, di Serenella Poggi ad assessore al bilancio ci rammarica, palesando un tradimento nei

La comunità solidale e la cultura dal basso

Parole In Azione è un luogo di incontro e di confronto, di riflessione e di crescita. È uno strumento, importante e condiviso, per portare sotto gli occhi del maggior numero di persone i problemi del territorio, bello e nello stesso tempo sofferente.

Per il gruppo cittatrepuntozero è la strada, la piazza, il quartiere dove incontrare i cittadini.

Pagine Di Periferia è lo spin off di Parole in Azione, dedicato a quelli che oggi sono i margini della società lontana dalle luci scintillanti (che tanto scintillanti non sono) del centro della vita cittadina.

È un evento che rientra nelle attività di cittatrepuntozero con lo scopo di promuovere un’inclusione sociale che unisca il tessuto periferico a quello del centro città.

Dando attenzione alle periferie, valorizzandone il tessuto sociale e l’importanza strategica che assumono per una città quale la nostra, soprattutto con iniziative ricreative e culturali di questo genere ma anche con opere di valorizzazione del territorio periferico tramite opere di riqualificazione delle aree degradate, di maggior collegamenti anche da un punto di vista di trasporto tra periferia e centro e sopratutto facendo sentire questi quartieri non delle periferie a tutti gli effetti ma delle articolazioni della società cittadina e che meritano gli stessi servizi e le stesse opportunità della popolazione residente nel centro storico 

E il 15 ottobre parleremo anche di questo e lo faremo con due ospiti d’eccezione il primo lo scrittore e filosofo Sandro Bonvissuto che sarebbe di quelli da annoverare tra i classici della nostra epoca e tra i grandi della nostra letteratura. “Sandro scrive come si faceva una volta, quando questo paese dettava legge in ambito letterario e non solo, quando l’Italia era ancora la culla dell’arte e stabiliva condizioni e tendenze da seguire. La gioia fa parecchio rumore parla di un mondo che non c’è più, di personaggi che sembrano essere stati presi da un film di Fellini e che nonostante siano romanzati incarnano un popolo nel quale non possiamo più riconoscerci. Un popolo fatto di persone umili, di gente magari chiassosa ma unita che faceva comunità, abituata alla povertà ma sempre comunque in grado di arrangiarsi e di arrabattarsi in qualche modo. Gente vera e genuina. Oggi ci siamo dimenticati quello che eravamo, siamo diventati un popolo rabbioso frustrato e razzista, che nel prossimo e nel diverso vede un nemico su cui sfogare le proprie frustrazioni, un popolo che ha conosciuto lo sviluppo e il benessere ma che è rimasto povero di colori e che ha perso la fantasia e la voglia di sognare.” Da Marco Latini su thebookadvisor.it

Il secondo ospite è Mattia Tombolini che ha creato la casa editrice Momo (nome ripreso dal romanzo di Michael Ende de “la storia infinita”) Per Mattia “Quello che deve fare una Casa Editrice è avere un’idea di percorso culturale con i libri come strumento utile per portare avanti quel percorso. Abbiamo scelto di fare i libri perché crediamo che siano ancora utili come strumento culturale e politico nei confronti dei ragazzi. Penso che il sapere serva a prendere posizione, e la cultura fa questo. Non esiste una cultura che non sia di parte. Chi dice di fare cultura non di parte dice il falso. Noi lo facciamo apertamente e dichiaratamente, siamo indipendenti, non siamo legati a nessun partito e non è nostra intenzione esserlo, però sulle nostre posizioni non facciamo un passo indietro. Spesso in Italia si tende a prendere la parola “cultura” mettendo sotto questo termine qualsiasi cosa. Questo non vuol dire che non esista cultura disinteressata, ma in qualche modo la cultura serve sempre a prendere parte, in un momento come questo schierarsi è necessario. Quando rendi tutto uguale a tutto lo stai distruggendo.”

Vi aspettiamo