La bomba “COVID”

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Pandemia e lockdown di questi giorni non hanno assolutamente fermato il mercato illegale dei botti di Capodanno. La zona rossa – è evidente – non costituirà un impedimento ai festeggiamenti “esplosivi” della mezzanotte.

Il campionario dei fuochi d’artificio è assortito: spicca  la “bomba Covid” che può contenere fino a  800 grammi di polvere pirica! Stiamo parlando di  un petardo estremamente pericoloso, il cui prezzo varia dai 20 ai 50 euro e che rischia di fare danni seri, addirittura di uccidere. Il florido mercato nero è la chiara dimostrazione che molti Italiani, seppur costretti in casa, hanno deciso di dare il benvenuto al 2021 con petardi, bombe delle più svariate dimensioni o peggio ancora.

Il tutto si mostra ancor più allarmante, considerando il divieto di uscire dopo le 22 e che, quindi,  balconi e terrazzi sostituiranno piazze e luoghi aperti:  il rischio di farsi male aumenta in maniera inversamente proporzionale allo spazio a disposizione. In presenza di categorie più fragili come anziani,  persone con disabilità, bambini, dovrebbe essere il buon senso ad invitare alla moderazione ma purtroppo l’esperienza ci insegna che così non è; la frustrazione, dovuta all’obbligo di restare in casa, potrebbe incitare chi non ha consapevolezza delle conseguenze delle proprie azioni ad armarsi di materiale pirotecnico, molto rumoroso ed estremamente pericoloso, e sparare.

Oltre al danno alle persone non dimentichiamoci dei nostri amici animali, molti dei quali terrorizzati dai botti, e non trascuriamo il rispetto che si dovrebbe pretendere per tutti i luoghi sensibili, come ospedali o case di ripose, e per tutti i luoghi d’arte, quali piazze, chiese, cattedrali e chi più ne ha più ne metta in un paese come l’Italia. Vogliamo ribadire che è assolutamente vietato commercializzare clandestinamente qualsiasi materiale o oggetto pirotecnico: cedere ed acquistare prodotti illegalmente costituisce reato, quindi in caso di dubbio è fondamentale contattare il numero 112. Se si ha il sospetto o ci si accorge che qualcuno sta vendendo o accendendo fuochi proibiti è importantissimo avvisare tempestivamente le forze dell’ordine perché in questa circostanza, ed è proprio il caso di dirlo, una telefonata potrebbe salvare una vita.

Inoltre non bisogna sottovalutare il forte impatto inquinante che hanno i residui della combustione: molti studi dimostrano come queste pratiche artificiali inquinino più di un inceneritore. A Napoli, ad esempio, una delle città in cui i festeggiamenti sono tra i più sentiti, le  esplosioni della notte di San Silvestro comportano  il raddoppio del livello di polveri sottili PM10, con rischi per la salute dei cittadini, in particolare per coloro che soffrono di asma, di  patologie respiratorie e  per i non più giovani.  In molte città i Sindaci hanno richiamato la propria cittadinanza ad una maggiore attenzione, prudenza e precauzione, allarmati ancor più degli anni scorsi anche a causa dell’emergenza sanitaria in corso. I nostri ospedali sono già in pesante affanno: la presenza improvvisa, nel corso di una sola notte, di persone ferite, ustionate o con amputazioni di dita ed arti significherebbe esporre le strutture sanitarie al rischio di un possibile black-out totale. A questo punto, la domanda che sorge spontanea è: ad Anagni – città in cui, non dimentichiamolo mai, manca totalmente un presidio ospedaliero –  cosa è stato fatto in questi giorni per sensibilizzare le persone alla percezione del rischio legata ai botti di fine anno, visto anche il momento così terribile? Assolutamente nulla!

Il nostro Sindaco non solo non ha emanato alcuna ordinanza nè previsto alcuna sanzione; a questo giro non si è neppure appellato al sano buon senso dei singoli, lasciando i propri cittadini liberi di fare il botto! Ci chiediamo: la sera del 31 chi ci sarà a sorvegliare sulla nostra incolumità, mentre sceriffi dell’ultim’ora, con petardi e bombe Covid, sfoggeranno tutta la propria frustrazione cominciando a lanciare  di tutto e di più dalla finestra? Mancando alcune ore al giro di boa del 2020, chiediamo al nostro Sindaco di parlare agli anagnini, invitandoli alla massima prudenza e moderazione! Non deve assolutamente accadere che qualcuno dei nostri concittadini debba correre in ospedale, autocertificazione alla mano, dovendo scrivere che gli è saltato un occhio, un dito, che ha perso l’udito, che si è ustionato la faccia e non vogliamo aggiungere altro. Sindaco, faccia un regalo ai suoi concittadini: emani l’ordinanza. Quest’anno abbiamo riempito già troppe fosse col senno del poi!

Dottoressa Wilma Ciocci e Dottoressa Chiara Grossi

Foto di Markus Distelrath da Pixabay