La banalità del male

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Titti Ambrosino

È di questi giorni un “post” che ha fatto discutere forse meno del dovuto: ci riferiamo alla pubblicazione da parte del consigliere comunale, di Frosinone, Marco Ferrara di un post muto con la foto riportata in alto. 

Avrebbe dovuto far discutere di più al di là dei commenti, a nostro avviso, legittimamente indignati perché si inserisce in un tema quello delle libertà personali e della satira che, nel nostro paese, vengono trattati ormai con una superficialità estrema e sconfortante. 

Si potrebbe concedere al sig. Ferrara il beneficio del dubbio riconoscendogli di aver voluto fare della satira ed in Italia il concetto di satira si è perso se si pensa che Crozza viene indicato come un comico che fa satira ma la sua è solo ironia… satira è quella della rivista Charlie Hebdo: scomoda, indigesta e cattiva ma che suscita pensieri e discussioni.

Facciamo finta di crederlo ma allora  il problema è che della satira, quella vera, non ci si scusa. La si difende ad oltranza nonostante tutto e tutti ed invece il consigliere Ferrara si è prontamente scusato affermando di aver espresso male il concetto di dolore legato a “due eventi tristi” (sic) come la pandemia e le persecuzioni nei campi di sterminio.

L’impressione che se ne ricava, dunque,  è che l’autore abbia voluto guadagnarsi i suoi cinque minuti di celebrità senza riflettere sulla portata del suo post.

Ed allora ritorniamo al consueto teatrino della politica dei like e nasce l’esigenza, come “ cittatrepuntozero”,  di fare qualche precisazione.

Se non si sta facendo satira, allora non si scherza su certi temi e non si accostano circa sei milioni di morti per mano di una falange politica convinta della supremazia della propria razza e della necessità di epurare il mondo da altre “razze” alla pandemia che ha colto tutti di sorpresa.

Non si accostano una dittatura che ha privato un popolo delle proprie libertà cavalcando la politica dell’odio e della delazione con una gestione della emergenza  a volte opinabile. Non lo si fa in un momento storico come questo dove la politica dell’odio guadagna consensi a passi da gigante e, maggiormente, non lo si fa in maniera superficiale: non è moralmente lecito scherzare su certi argomenti.

Ancora una piccola precisazione che esula dal dibattito pro-vax vs no-vax ma rientra nella tutela dei diritti costituzionali.

Abbiamo già espresso la nostra posizione sulla necessità di difendere quanto scritto nella nostra Costituzione (qui) ed imporre l’obbligo vaccinale sarebbe un abuso gravissimo perché aprirebbe la strada ad altri obblighi (religiosi, di genere etc etc) tutti lesivi dei diritti costituzionali. Dobbiamo vigilare perché a nessuno venga in mente, con un qualsivoglia pretesto, di sminuire anche di una virgola quanto scritto nella nostra Costituzione.

DOTTORESSA TITTI AMBROSINO

foto da https://roma.repubblica.it/cronaca/2021/01/10/news/frosinone_il_vaccino_rende_liberi_il_delirio_no_vax_di_un_politico_di_fratelli_d_italia-281981275/