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Il Rutone di Pio IX

LA CITTÀ DI ANAGNI MERITA CHIAREZZA DALLA POLITICA Il Rutone di Pio IX, dopo la meravigliosa illustrazione dei relatori di Casa Barnekow

Del senno del poi

Del senno del poi sono pieni i fossi

A distanza di una settimana proviamo a fare un’analisi di questa campagna elettorale

Scriveremo di cosa è andato male nella nostra coalizione, premesso che quello che scriveremo è solo una nostra analisi e non di coalizione.

La sconfitta parte da lontano e c’è solo una spiegazione: non siamo stati in grado lo scorso ottobre/novembre di far cadere l’amministrazione Natalia, forse se ci fossimo impegnati di più il nono consigliere che metteva la firma sulla decadenza potevamo trovarlo. A quest’ora Natalia non avrebbe fatto nessuna inaugurazione dell’ultimo minuto o sistemazione di strade ad hoc. E soprattutto avremmo evitato a tutti i cittadini prese in giro su fantomatiche aperture ospedaliere, imbarazzi televisivi, rotatorie e frane da rifare e sorrisi patinati.

Detto questo di sicuro non siamo riusciti a spiegare il perché si sia messa insieme una compagine così eterogenea e che partiva da raggruppamenti con ideologie diverse.

La scelta è stata semplice, l’inconsistente gestione politica e amministrativa da parte di Natalia ha portato la città al disastro, peggiore di quanto fatto da Bassetta. Nessun volano turistico, la città di sera è morta, tessuto sociale a brandelli, nessuna risposta ai fabbisogni dei cittadini, nessun rilancio, un biodigestore in più. Insomma Natalia per 5 anni ha tirato a campare. Tutto questo messo insieme, ci ha fatto sedere a un tavolino, analizzare cosa mancasse a questa città e di cosa avessero bisogno i cittadini, abbiamo di conseguenza sviluppato un programma. Programma che esplicasse la nostra visione per i prossimi 20 anni, con azioni a breve, medio e lungo termine. Programma elaborato, con il contributo di molti cittadini, sui bisogni della città mettendo da parte le ideologie, anche perché sulle macerie (di Anagni) non si può fare filosofia ma bisogna rimboccarsi le maniche e lavorare. Una volta migliorate le cose allora si sarebbe potuto parlare di ideologie. Del resto non esistono idee di destra o di sinistra ma idee buone o cattive.

Questo non siamo riusciti a spiegarlo o farci capire dai cittadini.

La nostra campagna elettorale, proprio perché eravamo anime diverse e che avevano bisogno di più tempo per amalgamarsi, è stata frammentata, si è cercato di fare squadra ma non ci si è riusciti, qualcuno ha guardato il proprio orticello portando avanti la propria idea con azioni, a volte, anche in contrasto pur di arrivare al suo personale traguardo. Tuttavia noi ci abbiamo provato; nel nostro piccolo siamo stati sempre presenti con eventi ed iniziative per spiegare il nostro programma e la nostra idea di città e non è mai mancato il sostegno di tanti amici e soprattutto di Alessandro Cardinali, che ha incarnato perfettamente i principi ispiratori della nostra coalizione. Ci sentiamo in dovere di ringraziarlo e di aver portato avanti sino all’ultimo giorno la bandiera della coerenza e della competenza anche quando personaggi della coalizione, sfruttando problemi di salute del candidato sindaco, hanno provato a strappare un vergognoso accordo con chi ha fatto il male di Anagni nella sua permanenza in Regione semplicemente per garantirsi uno scranno in Consiglio comunale. Lo abbiamo ribadito con Tuffi e soprattutto con il suo mentore: siamo diversi, tanto diversi, troppo. Non c’è stato dialogo all’inizio, mesi fa, e non volevamo averlo né quel sabato della presentazione delle liste né nell’apparentamento ufficiale che qualcuno aveva proposto ma al quale ci siamo opposti rischiando di rompere la coalizione. Alla fine, anche se non abbiamo vinto, la scelta è stata quella giusta. Ed ha premiato. Abbiamo incrementato di 1000 voti il nostro bacino elettorale ed abbiamo perso a testa alta. I 4200 voti sono il frutto della coerenza e della umiltà dimostrata da Alessandro. Quei voti resteranno nei prossimi anni perché sono arrivati solo grazie al programma ed alle scelte compiute, non sono il frutto di asfalto elettorale e finte promesse, nè di demagogia, nè di accordi sporchi.

Alessandro Cardinali ha fatto il massimo e noi con lui. Ci sentiamo di ringraziarlo ufficialmente. Una persona va conosciuta e mai giudicata prima, vi invitiamo a conoscerlo. Noi saremo a dare una mano in opposizione e lo sosterremo nelle battaglie da fare. 

Per quanto ci riguarda continueremo a fare politica, e la faremo fuori dall’aula consiliare, tra la gente. Non ci spaventa questo. Queste elezioni hanno cementato un gruppo al quale si stanno avvicinando altre persone che hanno intenzione di dare una mano. 

Ci saremo e saremo pronti fra cinque anni.

Degli altri candidati…

Natalia, in questa campagna elettorale, ha saputo nascondere molto bene la sua assenza nel governo di questa città negli ultimi anni. Ha saputo far dimenticare ai cittadini che grazie a lui il biodigestore si sta facendo, che grazie a lui avremo un gestore dell’illuminazione pubblica che costerà ai cittadini quasi un milione l’anno e che farà un parcheggio nel vecchio campo di calcio di san giovanni e un parcheggio a pagamento alla stazione, che grazie a lui sono stati persi milioni di finanziamenti per la città, che grazie a lui le scuole sono belle esternamente ma che dentro si allagano. Ha promesso la riapertura del PS e di un reparto di oncologia ma a luglio c’è l’atto aziendale della ASL di Frosinone: farà mettere li sopra quello che Rocca ha promesso o aspetterà che la sanità regionale venga commissariata per dire che non è colpa sua se le promesse, gli altri, non le rispettano? Il bello deve ancora venire e se l’andazzo è quello dei primi 5 anni allora la città piangerà. Di certo dalla sua ha avuto un ottimo ufficio stampa e comunicativo, che ha messo in campo una campagna elettorale moderna e efficace. Non solo, cavalca l’onda dell’effetto delle politiche con un partito come FDI trainante ma vorremmo ricordare che la vita è una ruota che gira e, soprattutto in politica, i ribaltoni sono ciclici.

Tuffi scritto sopra

Rimanenti. 

Di certo non accettiamo morali o di essere tacciati di incoerenza da chi prima fa la battaglia contro il biodigestore e poi, per un posto in consiglio, fa l’accordo con il PD che in regione ha fortemente voluto il biodigestore e con il M5S che aveva un sottosegretario alla transizione ecologica, dal cui ministero è arrivato parere favorevole all’impianto. Tra l’altro con pure la memoria corta: vogliamo ricordare che questo tale voleva mandare a casa la mala politica che ha gestito per 20 anni questa città, dimenticandosi di aver candidato nella sua coalizione chi ha governato questa città per 4 degli ultimi 9 anni, con una gestione talmente sconclusionata da aver aperto le porte alla prima vittoria di Natalia. Ricordiamo a chi parla male degli altri, mistificando pure la verità, che le bugie hanno le gambe corte e il castello di carta che ci si crea sopra, crolla facile. Segui la coscienza…sporca!

cittatrepuntozero