COVID: PAURA E PSICHE

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La pandemia Covid-Sars-19 ha messo in ginocchio i servizi di salute mentale a livello globale, allargando pericolosamente il divario tra zone del mondo ad alto e basso reddito: meno di una Nazione su dieci ha retto il carico.

Lo denuncia l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) durante una conferenza stampa tenutasi il 5 ottobre 2020 a Ginevra. Lutto, isolamento, disoccupazione, paura sono solo alcuni dei fattori che hanno fatto aumentare in modo preoccupante i disturbi mentali, esacerbando le condizioni già esistenti.

Ansia, insonnia, uso di alcol e droghe sono la nuova pandemia a cui fare fronte.

Gli Stati, che già non brillavano di lungimiranza riservando alla salute mentale solo il 2% delle spese sanitarie, non sanno come rispondere alla nuova imponente richiesta di aiuto. Anche se quasi il 90% dei Paesi ha dichiarato di avere inserito interventi nazionali di supporto psicologico, per rispondere ai drammatici effetti sulla salute mentale legati alla crisi da Coronavirus, poco più del 15% di loro avrebbe di fatto la possibilità di coprirne i costi.

A maggio l’OMS ha messo in guardia i Governi dalla prevedibile ondata di ripercussioni psicologiche legate alla pandemia e alle misure restrittive, specialmente tra i segmenti di popolazione più fragile – personale sanitario, bambini, adolescenti – auspicando sostanziali investimenti nei servizi di salute mentale (fonte: //www.brainfactor.it/oms-covid-19-e-salute-mentale-servizi-in-ginocchio).

La domanda è: l’autorità pubblica ha previsto questa catastrofe?

Sul nostro territorio è stato attivato uno sportello di ascolto?

Il Comune di Anagni – nella persona del Sindaco, massima autorità sanitaria a livello municipale –  cosa sta facendo per tutelare quei concittadini, che potrebbero essere maggiormente esposti al rischio di un crollo psicologico?

Ad esempio, se una famiglia composta da quattro persone vive in un appartamento di 40 metri quadrati, sono stati previsti degli alloggi in caso di contagio all’interno del nucleo?

Lasciare le persone senza risposta, farle brancolare nell’incertezza – ad esempio di dover lasciare dall’oggi al domani i propri cari e la propria casa –  genera ansie, nevrosi e rischi per la salute mentale di fronte alle quali il politico è chiamato, ora più che mai, ad un atto di rispetto e responsabilità.

Dottoressa Wilma Ciocci e Dottoressa Chiara Grossi

Foto di Gerd Altmann da Pixabay